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Eccomi qua: Un motociclista felice !
Sono
Alessandro, alias Muttley (si come il cane dei cartoon di Hanna & Barbera.
) sono nato a Roma un po'
di anni fa... più di 40 e vivo a Milano.
La passione per i motori nasce molto presto, già da bambino amavo gironzolare per officine per placare la mia curiosità, il sapere "come funziona". Ma siamo al 1980! Ho finalmente quattordici anni ed il mio primo vero mezzo a due ruote! Un fantastico Gilera CB1 a quattro marce! Ore ed ore passate in garage a lustrarlo, coccolarlo… modificarlo… A ripercorrerli ora quegli anni sembrano avere una costante, una unica ossessionante ricerca su come trasformare la benzina in rumore. Che emozione però quelle prime sfide sulla strada per il liceo, testa a testa con un Garelli o un FanticMotor. E poi Motosprint, comperato quasi di nascosto per sognare le moto “vere”, e le discussioni interminabili sulla “Polini a sette travasi”. Il casco non era obbligatorio, il buon senso di indossarlo si, e poi lo diceva anche Nico Cereghini….
Due anni e si salta di categoria, patente A ed una Honda CB125X rossa nuova di zecca, grazie Papà… Migliaia di chilometri su e giù per le strade secondarie dei Castelli Romani, tra le vigne a misurarsi su improbabili circuiti e basi cronometriche. E’ il tempo dei primi “viaggi” al mare con una dolce zavorra sul sellino posteriore; ormoni impazziti e motore rombante, una miscela esplosiva. E’ anche il tempo del primo “volo”, di scoprire quanto è duro l’asfalto e quanto sia utile avere un casco integrale. Attento, frena! Ma che fa? Crash!,..... cattivo l’asfalto…. Nulla ci può fermare a sedici anni, mesi di paghetta risparmiati per riparare “il cavallo” e via di nuovo a scorrazzare per la periferia sud della Capitale.
Un pomeriggio di settembre però avvenne uno strano incontro: ero li, vicino casa di mia nonna quando la vedo parcheggiata -Ma che roba è? E’ enorme!- Ma cosa c’è scritto sul serbatoio? Paris Dakar??- Un quarto d’ora a bocca aperta ad ammirare quell’enorme serbatoio bianco e la sella arancio… Mi sembrava immensa, alta, impossibile da guidare per un umano ma assolutamente irresistibile. In quel lontano pomeriggio di autunno decisi che prima o poi quella moto sarebbe stata mia…. E nacque la mia passione per le moto Bavaresi
Ancora due anni, la maturità, la patente B, la macchina e le ragazze da portarci dentro. Tradisco la mia due ruote per una scatola di latta…. Ma nella scatola di latta si può fare l’amore… La moto diventa la compagna dei momenti tristi, l’amica sincera che quando sei a terra c’è. E’ li, macinando chilometri perso tra gli arrovellamenti da “giovane Wherter” che ho imparato a godere di quel particolare stato mentale che si crea quando moto e pilota si fondono insieme, quando le ginocchia stringono il serbatoio e non c’è inerzia tra i movimenti della moto e del cavaliere. Una sensazione magica, unica, irresistibile come una droga.
Ho ancora netto ed indelebile il ricordo una mattina d’estate, eravamo all’ingresso del parco del Circeo, stavamo scaricando l’occorrente per il picnic dalla macchina quando udimmo uno strano rumore. Ci girammo e vedemmo quella che mi sembrò una astronave, qualcosa che avevo visto solo in foto sulle riviste: era una K100RS. Ricordo che passammo un tempo infinito a guardarla, a cercare di capire. Quello strano cupolino, le frecce negli specchietti… e il motore a sogliola? E quello strano rumore sibilante??. BMW oggetto del desiderio… la più costosa, la più tecnologica, nel mio immaginario di studente squattrinato il sogno dell’essere “arrivato”.
Saltiamo quasi dieci anni. Dieci anni in cui ho lavorato, ho viaggiato, ho costruito per il futuro. L’idea di prendere di nuovo una moto era iniziata a ronzarmi nella testa ma avevo accumulato troppe paure, avevo il timore di non essere più in grado, avevo mantenuto in garage una Lambretta 125 LI III donatami da uno zio defunto ma non mi bastava. La passione covava, era li che sotto sotto continuava ad ardere, come un fiume carsico scorreva dentro attendendo il momento buono per riemergere. Un lavoro che finalmente mi fa viaggiare meno, una occasione, qualche soldo che avanza, il ricordo di quel giorno di settembre, di quella mattina al Circeo…. Non poteva essere una moto qualsiasi, doveva essere una BMW! Qualche settimana di ricerca tra i concessionari della zona poi la “dritta” giusta: una K75S di sesta mano ma ben tenuta….. Che emozione quando l’ho ritirata! Tremavo! Gioia e timore si alternavano, ero preparatissimo, avevo letto di tutto e di più, avevo immaginato e precorso mentalmente quella scena mille volte, arrivo a casa e… “sdraio” la moto, per l’emozione avevo dimenticato il cavalletto. Nei mesi a seguire tornai padrone di quegli automatismi che fan parte del corredo del motociclista e soprattutto tornai a provare l’emozione di guidare una moto. Mi sembrava di star tornando indietro nel tempo e ri-assaporare quella sensazione di libertà che solo il fruscio del vento può dare.

La K75 è stata una onesta nave scuola, mi ha fatto capire che non avevo dimenticato come si guidava un moto, mi ha fatto vincere le paure, ha aperto la diga… Nulla poteva più fermare la passione.
Dopo meno di un anno ero li che firmavo per l’acquisto di una R1150RS. Che meraviglia, quanto era ed è bella questa moto e che piacere guidarla. Ci ho messo un po’ a capire come il telelever comunicasse con me ma poi…. Ho capito perché il motore boxer è immutato da oltre settanta anni: che coppia, che ripresa… E’ stato subito amore tra me e la mia RS ed è stato subito viaggi e tanti, tanti chilometri insieme: Francia, Germania, Austria. Nessun luogo è lontano a cavallo della mia RS e poi, sui passi alpini c’è da divertirsi. Un po’ ruvida nel piff-paff ma imbattibile in uscita dai tornanti. Appena 17.000 chilometri nel primo anno, 18.000 nel secondo… ed ho venduto la macchina… era sempre lì ferma..
Cosa volevo di più? Mai dire mai!…. Un giorno un amico mi propose un corso di guida in pista, pieno di timori accettai… La paura di vedere la mia RS scivolare sull’asfalto mi terrorizzava. Venne il fatidico giorno, tuta di pelle con saponette immacolate, paraschiena, guanti… Non l’avessi mai fatto… Ho scoperto un mondo nuovo e meraviglioso! Il paese dei balocchi del motociclista, dove si può andare veramente forte in sicurezza ed imparare a gestire il proprio mezzo nelle situazioni limite. Certo però con tutta la buona volontà la RS in pista più di tanto non poteva e poi c’era sempre la paura di “sdraiarla” che impediva ai tempi sul giro di scendere. Tempo qualche mese e stavo già adocchiando gli annunci dell’usato alla ricerca di una “motina” da usare solo in pista…Prima un CBR600, poi un GSXR750…
Nel frattempo non avevo dimenticato un’altra promessa fattami anni prima… Spulciando i vari giornali di annunci economici l’occhio mi era caduto su inserzioni riguardanti R80G/S…. ma le mie idee in merito erano ben chiare: mi ero documentato, volevo spendere il giusto, trovare una moto a basso costo, anche incidentata, da restaurare da me con calma. C’è voluto qualche mese più del previsto ma poi l’ho trovata: una BMW R80G/S Paris Dakar del 1985 dal chilometraggio incerto e dalle molte magagne…. Non è possibile descrivere cosa ho provato quando sono andato a prenderla in uno sperduto paesino della Val Brembana. Non ero io che la guardavo con gli occhi scintillanti, era il ragazzino sul motorino di venti anni prima…. Le cure sono durate oltre un anno impegnando buona parte del mio tempo libero, ho imparato a conoscerne ogni singolo bullone, a comprende a pieno il significato delle parole “chiave dinamometrica” e “coppia di serraggio”, ad instaurare un rapporto amore-odio con i carburatori Bing (e tra essi e le mie scarpe) ma il risultato ha ripagato ogni sforzo. Ora quando giro per Milano e la gente si volta a guardarla mi sento pieno d’orgoglio per la “Walkiria Bianca”.
La "scimmia" ha presto avuto il sopravvento ed il mio garage si è popolato di altri animali a due ruote: una BMW R65 LS (l'Aragosta) ed una Yamaha XT600-2KF (la Maiala) per le mulattiere.
Ogni motociclista è in fondo un bambino e quindi negli ultimi anni ho cambiato diverse moto: una Aprilia Caponord, una Moto Guzzi Griso, ma la passione per le "bavaresi" è rimasta sempre viva per cui al momento mi sono lanciato nel progetto "AB something"......

Buona strada a tutti.